Le immagini vogliono provocare lo spettatore e criticare la pubblicità e il consumo di carne derivato da allevamenti intensivi. L’ispirazione arriva dai cartelloni dei supermercati e dalle catene di fast food che puntano sull’ignoranza riguardo alle condizioni dell’animale e al processo di macellazione.
L’obiettivo è quello di mostrare ciò che le persone solitamente vogliono ignorare.
È criticata in particolare modo l’ipocrisia dell’utilizzare loghi con immagini dell’animale “felice” che viene in realtà sfruttato, ucciso e macellato per portare il piatto che abbiamo davanti: una semplificazione crudele e inutile della realtà